Créa Custoza

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Risorgimental Pop - CD

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IL RISORGIMENTO COME NON LO AVETE MAI SENTITO SUONARE E CANTARE!  cd1

Canto per i Mille Ë stato, il 2 luglio 2011, innanzitutto un concerto pop tenuto sopra un
palcoscenico ai cui piedi si stendeva una piccola distesa di papaveri di carta: un movimentato
omaggio musicale a uníepopea coraggiosa con il suo repertorio di ballate ñ pop
appunto ñ che nellíOttocento risorgimentale si sono scritte e cantate. Una musica molto
popolare, intonata ovunque e che si Ë gonfiata di bocca in bocca. Se, da una parte, la
colonna sonora dellíepoca Ë stata firmata da musicisti come Verdi e Bellini, dallíaltra, poeti,
parolieri, compositori meno noti, se non addirittura anonimi, hanno provveduto a raccontare
in forma pi˘ semplice le esperienze e i sentimenti nati da quella stagione.
Il concerto, che si Ë potuto ascoltare a Custoza agli inizi di luglio, ha voluto dare una possibile
risposta anche alla questione di come, oggi, si possano proporre quei brani ñ e alcuni
sono tuttora molto conosciuti. Come si potevano suonare e cantare allíepoca? O piuttosto
ñ e questa Ë stata la via scelta ñ come si potrebbero interpretare oggi, con i suoni che un
buon gruppo rock Ë abituato a estrarre dai propri strumenti?
Il manifesto del concerto, concepito da Roberto Solieri, racconta molto bene quello che si
Ë inteso fare. In esso, si mostra un garibaldino che suona la chitarra elettrica. Il volto del
garibaldino Ë originale, storico: si tratta infatti, di quello di Antonio Galletto, genovese nato
nel 1838 (aveva dunque ventidue anni quando sbarcÚ con Garibaldi a Marsala, nel 1860);
mentre il busto, le gambe e le mani appartengono a Chuck Berry, uno di quelli che ha
rivoluzionato la musica del ë900 e che, tra líaltro, ha inventato il Duck Walk o, come si dice
nella nostra lingua, il passo dellíanatra, quasi un passo di danza eseguito mentre suona
la chitarra. Se erano quelli i presupposti, occorreva cercare la ìcompagniaî che li avrebbe
potuti mettere in scena. Michele Ascolese, superbo chitarrista, ha accettato líincarico di
orchestrare i brani in programma e di comporre la band, i cui nomi sono nel gotha degli
strumentisti italiani: Maurizio Verna, Maurizio Meo, Daniele Pomo, Denis Negroponte.
Ma chi le avrebbe cantate quelle antiche canzoni? Un unico artista o, piuttosto, pi˘ di
uno? Per offrire un panorama pi˘ ampio di vocalit‡ e di sensibilit‡ che, tra líaltro, avreb
be permesso di proporre lo stesso brano in differenti
versioni, si Ë scelta la seconda soluzione. Nel cast sono
finiti, cosÏ, il raffinato chansonnier Mimmo deí Tullio, che
del concerto Ë stato uno dei promotori, Stefano ìCiscoî
Bellotti, uno dei fondatori dei Modena City Ramblers dal-
la innegabile fisionomia garibaldina, líironico e delicato
Roberto ìFreakî Antoni, leader storico degli Skiantos e,
poi, le cantautrici Veronica Marchi e Raffaella Benetti,
tra le pi˘ interessanti artiste della nouvelle vague
canora italiana. E poichÈ líOttocento Ë anche bandistico,
non poteva mancare una vera Wind Orchestra, come
la Banda sociale di Aldeno diretta dal maestro Paolo
Cimadon.
CiÚ che le canzoni avrebbero evocato ñ fatti ed emozioni
di uníepoca trascorsa ñ avrebbero, poi, trovato una
singolare rispondenza nel luogo che avrebbe ospitato il
concerto, un antico cascinale nelle vicinanze di Custoza.
Il cascinale della Cavalchina, a poche centinaia di
metri dallíabitato di Custoza e dove, oggi, Ë in funzione
un delizioso agriturismo, ha tutti i titoli per entrare in un
atlante del Risorgimento italiano. A parte la bellezza del
luogo, Ë proprio lÏ che si Ë svolta parte della furibonda
battaglia del giugno del 1866. Eí lÏ che Ë caduto Stefano
Messaggi, ventiseienne luogotenente dellíesercito italiano,
che sei anni prima aveva seguito Garibaldi in Sicilia e
le cui spoglie sono raccolte nellíOssario di Custoza, solo
a qualche centinaio di metri di distanza.
Il titolo del concerto, Canto per Mille, aveva una ragione
díessere ben precisa, con quel sua insistere sulla centralit‡
del ruolo di Garibaldi e delle sue imprese nel processo
di unificazione dellíItalia. Su Garibaldi, straordinaria
figura di guerriero taumaturgo, continua a permanere
uníaura scintillante. Se quello dellíunificazione Ë stato un
processo complesso e certo non determinato in partenza,
non ineluttabile, le passioni che hanno mosso popolani,
borghesi, nobili, analfabeti e letterati, spretati, spiriti
liberi, politici e donne a stringersi attorno a Garibaldi
possiedono ancora un grande fascino, che emana da un
mondo che ha attraversato líOttocento di corsa, come in
preda a quello che ñ non saprei definirlo altrimenti ñ appare
come uno stato di grazia. CosÏ, il concerto ha voluto
rendere omaggio a una delle pi˘ belle ballate che abbia
prodotto líepopea dei Mille. Si chiama Camicia rossa,
musicata nel 1860 da Luigi Pantaleone su versi di Rocco
Traversa. CíË la storia di una generazione, lÏ dentroÖ
le aspettative, le ansie, le speranze che ogni generazione
dovrebbe augurarsi di poter avereÖ
Eí calata la sera sulla terra e nel chiarore lunare i volontari,
accompagnati dai propri congiunti, si raccolgono a
Quarto. Si avvicina líora della partenza di una delle pi˘
formidabili per quanto incerta avventura del nostro Ottocento.
ìUsciti che fummo sulla via maestra ñ avrebbe
scritto, ricordando quei mesi, Giuseppe Bandi, uno dei
Mille ñ trovammo un visibilio di gente a piedi e in carrozza.
Era una folla avida di vederci, di salutarci; [Ö] erano
babbi, mamme, fratelli, sorelle, figliuoli, che venivano a
dire addio ai loro cariÖ Da ogni parte baci, singhiozzi,
saluti, mazzi di fiori, strette di mano, e uno sventolar di
fazzoletti e un agitar di cappelliî.
» stato nella notte tra il 5 e il 6 maggio 1860.
Canto per i Mille è stato, il 2 luglio 2011, innanzitutto un concerto pop tenuto sopra un palcoscenico ai cui piedi si stendeva una piccola distesa di papaveri di carta: un movimentato omaggio musicale a un’epopea coraggiosa con il suo repertorio di ballate – pop appunto – che nell’Ottocento risorgimentale si sono scritte e cantate. Una musica molto 
popolare, intonata ovunque e che si è gonfiata di bocca in bocca. Se, da una parte, la colonna sonora dell’epoca è stata firmata da musicisti come Verdi e Bellini, dall’altra, poeti, parolieri, compositori meno noti, se non addirittura anonimi, hanno provveduto a raccontare in forma più semplice le esperienze nate da quella stagione.
Il concerto, che si è potuto ascoltare a Custoza agli inizi di luglio, ha voluto dare una possibile risposta anche alla questione di come, oggi, si possano proporre quei brani – e alcuni sono tuttora molto conosciuti. Come si potevano suonare e cantare all’epoca? O piuttosto – e questa è stata la via scelta – come si potrebbero interpretare oggi, con i suoni che un 
buon gruppo rock è abituato a estrarre dai propri strumenti? 
Il manifesto del concerto, concepito da Roberto Solieri, racconta molto bene quello che si è inteso fare. In esso, si mostra un garibaldino che suona la chitarra elettrica. Il volto del garibaldino è originale, storico: si tratta infatti, di quello di Antonio Galletto, genovese nato nel 1838 (aveva dunque ventidue anni quando sbarcò con Garibaldi a Marsala, nel 1860); mentre il busto, le gambe e le mani appartengono a Chuck Berry, uno di quelli che ha rivoluzionato la musica del ‘900 e che, tra l’altro, ha inventato il Duck Walk o, come si dice nella nostra lingua, il passo dell’anatra, quasi un passo di danza eseguito mentre suona la chitarra. Se erano quelli i presupposti, occorreva cercare la “compagnia” che li avrebbe 
potuti mettere in scena. Michele Ascolese, superbo chitarrista, ha accettato l’incarico di orchestrare i brani in programma e di comporre la band, i cui nomi sono nel gotha degli strumentisti italiani: Maurizio Verna, Maurizio Meo, Daniele Pomo, Denis Negroponte. 
Ma chi le avrebbe cantate quelle antiche canzoni? Un unico artista o, piuttosto, più di uno? Per offrire un panorama più ampio di vocalità e di sensibilità che, tra l’altro, avrebbe permesso di proporre lo stesso brano in differenti versioni, si è scelta la seconda soluzione. Nel cast sono finiti, così, il raffinato chansonnier Mimmo de’ Tullio, che del concerto è stato uno dei promotori, Stefano “Cisco” Bellotti, uno dei fondatori dei Modena City Ramblers dalla innegabile fisionomia garibaldina, l’ironico e delicato Roberto “Freak” Antoni, leader storico degli Skiantos e, poi, le cantautrici Veronica Marchi e Raffaella Benetti, tra le più interessanti artiste della nouvelle vague canora italiana. E poiché l’Ottocento è anche bandistico, non poteva mancare una vera Wind Orchestra, come la Banda sociale di Aldeno diretta dal maestro Paolo Cimadon. 
Ciò che le canzoni avrebbero evocato – fatti ed emozioni di un’epoca trascorsa – avrebbero, poi, trovato una singolare rispondenza nel luogo che avrebbe ospitato il concerto, un antico cascinale nelle vicinanze di Custoza. Il cascinale della Cavalchina, a poche centinaia di metri dall’abitato di Custoza e dove, oggi, è in funzione un delizioso agriturismo, ha tutti i titoli per entrare in un atlante del Risorgimento italiano. A parte la bellezza del luogo, è proprio lì che si è svolta parte della furibonda battaglia del giugno del 1866. E’ lì che è caduto Stefano Messaggi, ventiseienne luogotenente dell’esercito italiano, che sei anni prima aveva seguito Garibaldi in Sicilia e le cui spoglie sono raccolte nell’Ossario di Custoza, solo a qualche centinaio di metri di distanza. 
Il titolo del concerto, Canto per Mille, aveva una ragione d’essere ben precisa, con quel sua insistere sulla centralità del ruolo di Garibaldi e delle sue imprese nel processo di unificazione dell’Italia. Su Garibaldi, straordinaria figura di guerriero taumaturgo, continua a permanere un’aura scintillante. Se quello dell’unificazione è stato un processo complesso e certo non determinato in partenza, non ineluttabile, le passioni che hanno mosso popolani, borghesi, nobili, analfabeti e letterati, spretati, spiriti  liberi, politici e donne a stringersi attorno a Garibaldi possiedono ancora un grande fascino, che emana da un mondo che ha attraversato l’Ottocento di corsa, come in preda a quello che – non saprei definirlo altrimenti – appare come uno stato di grazia. Così, il concerto ha voluto rendere omaggio a una delle più belle ballate che abbia prodotto l’epopea dei Mille. Si chiama Camicia rossa, musicata nel 1860 da Luigi Pantaleone su versi di Rocco Traversa. C’è la storia di una generazione, lì dentro… 
le aspettative, le ansie, le speranze che ogni generazione dovrebbe augurarsi di poter avere… 
E’ calata la sera sulla terra e nel chiarore lunare i volontari, accompagnati dai propri congiunti, si raccolgono a Quarto. Si avvicina l’ora della partenza di una delle più formidabili per quanto incerta avventura del nostro Ottocento. “Usciti che fummo sulla via maestra – avrebbe scritto, ricordando quei mesi, Giuseppe Bandi, uno dei Mille – trovammo un visibilio di gente a piedi e in carrozza. Era una folla avida di vederci, di salutarci; […] erano babbi, mamme, fratelli, sorelle, figliuoli, che venivano a dire addio ai loro cari… Da ogni parte baci, singhiozzi, saluti, mazzi di fiori, strette di mano, e uno sventolar di 
fazzoletti e un agitar di cappelli”. 
È stato nella notte tra il 5 e il 6 maggio 1860.
Il CD è in vendita a 10 euro + spese di spedizione. Contattaci per riceverne una copia.
 

Giorno della Memoria 2012 - Infanzie in tempi oscuri

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memIn occasione del Giorno della Memoria, 27 gennaio 2012, Créa organizza un ciclo di incontri in tre appuntamenti, in collaborazione con il Liceo "Enrico Medi" di Villafranca di Verona e con il patrocinio del Comune di Villafranca di Verona. 

Il tema scelto per quest'anno è INFANZIE IN TEMPI OSCURI, per ricordare in particolare i bambini e i giovani che furono vittime della violenza nazista. 

Si vuole sottolineare, oltre al significato dell'importanza di ricordare il 27 Gennaio, la soddisfazione di poter collaborare con il Liceo "Enrico Medi".

Vi invitiamo ad essere presenti e numerosi ai tre appuntamenti. Per saperne di più scarica qui la locandina con gli eventi.

icon Giorno della Memoria 2012 (3.26 MB)

 

Presentazione Associazione CREA

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Il nome CRÉA scelto per l’associazione culturale costituitasi a Custoza il primo Ottobre 2008, non è casuale: lavorare la crèa (creta, la terra argillosa delle colline di Custoza) significa modellare, progettare, realizzare qualcosa in cui i cittadini si sentano protagonisti con l’obiettivo di far crescere il territorio valorizzandone i molteplici e in parte ancora nascosti aspetti culturali, grazie al contributo delle forze e delle risorse proprie della locale comunità.


L’impegno dell’associazione, definito nello statuto, è infatti quello di promuovere attività culturali con particolare attenzione al patrimonio storico, artistico e della tradizione popolare per la valorizzazione della persona e la crescita culturale, civile e turistica del territorio veneto e del suo ambiente.


I progetti sino ad oggi realizzati, grazie alla diretta partecipazione e all’impegno dei soci, sono stati diversi per natura e obiettivi. Di seguito si segnalano i principali, suddivisi per anno.


2008


Primo appuntamento teatrale, allestito all’Ossario di Custoza il 4 ottobre,  con lo spettacolo Partenza ritorno, 1908-2008, messa in scena dal racconto “Il Tamburino Sardo” tratto dal libro Cuore (lettore Pier Alberto Marchesini), in occasione  del centenario della morte del suo autore-soldato Edmondo De Amicis.


2009


Conferenze  e presentazioni di libri (con la presenza di Yolande Mukogasana, sopravvissuta al genocidio ruandese del 1994 e di Georges Bensoussan, storico del CDJC di Parigi), viaggi storico-culturali (in febbraio 2009 al campo di transito di Fossoli e al Museo del deportato di Carpi e in giugno a Solferino, San Martino e Castiglione delle Stiviere), sino agli appuntamenti cinematografici estivi (proiezioni dei muti Metropolis di Fritz Lang e Il monello di Charlie Chaplin, con accompagnamento di musica dal vivo).


In estate il programma di manifestazioni “Giorni di storia a Custoza” in occasione del 130° anniversario dell’Ossario, che ha visto lo svolgersi di un ciclo di lezioni aperte al pubblico – a metà strada tra lo spettacolo di recitazione, l’evento musicale, la commemorazione – proposte direttamente sui luoghi originali (il terreno di battaglia di Monte Molimenti per “Nino Bixio, il generale furioso”, il campo di bocce dismesso di Via Lugo per “Don Gaetano Pivatelli, il prete amico dei caduti” e l’antica corte Cavalchina per “Stefano Messaggi, il granatiere giunto al capolinea”) da attori e musicisti professionisti.


A conclusione delle manifestazioni, il  24 agosto, sulla terrazza di Villa Pignatti Morano, la serata “Pace per i senza nome”, dedicata al ricordo dei giovani militari europei caduti nelle due battaglie di Custoza del 1848 e 1866, con l’esecuzione della Messa da requiem di W.A.Mozart nella trascrizione di Peter Lichtenthal per quartetto d’archi (Eleonora Rotarescu, primo violino - Delia Diaconescu, secondo violino - Serena Chien, viola e Zoltan Szabò, violoncello) preceduta dal prologo Le erbe dell’estate (letto da Mimmo de Tullio su testo di Carlo Saletti). Lo spettacolo è stato registrato e trasmetto dall’emittente televisiva Telepace.

  

2010


Per ricordare il Giorno della Memoria è stato prodotto, in collaborazione con Telepace e con la consulenza storica di Carlo Saletti, il documentario L’infinita mole di dolore: attorno al 27 gennaio e alla sua legge, con interviste inedite.


In maggio, una serie di tre incontri-dibattito sul tema Migranti: Partenza, Odissea, Approdi con la proiezione dei documentari Come un uomo sulla terra e U stissu sangu e del film Africa paradis e infine lo spettacolo teatrale Qualcosa di nuovo: una ricetta per l’integrazione.


In occasione del Mondiale di calcio in Sud Africa i bambini e ragazzi del paese sono stati coinvolti nel progetto Una Custoza Mondiale nel disegnare le bandiere delle 32 nazioni partecipanti che sono state associate ad altrettante Vie del paese.


Per la divulgazione del progetto di riproposizione del Sego della Vecia (la rappresentazione tragi-comico che vedeva coinvolto l’intero paese e svoltasi l’ultima volta il 23 marzo 1952) sono state organizzate varie iniziative: incontri aperti con la cittadinanza (11 giugno) e con i giovani (22 giugno) e l’allestimento di una mostra di fotografie e di disegni (realizzati dai ragazzi del Grest) in occasione della Festa del Vino a settembre. Inoltre è stato pubblicato un Quadernetto di Crea con il testo della tesi sul Sego della Vecia discussa da Valeria Cherubini.


L’8 agosto, presso Villa Venier a Sommacampagna, il concerto Faber in Frac con Mimmo de Tullio,  il quartetto d’archi “Le Nuvole Ensamble” e Lucio Boiardi Serri al pianoforte, ha regalato al numeroso pubblico una magica serata con le altre” canzoni di F. De Andrè.


Infine il 6 settembre CRÉA ha prodotto lo spettacolo  VITA di GIUSEPPE LUGO - MAGNIFICO TENORE (ideazione e direzione artistica del regista Carlo Saletti e i costumi di Lorena Marin) per ricordare e far conoscere, in occasione del 30° Anniversario della morte, la figura del tenore di fama internazionale che ora riposa nel cimitero di Custoza. Lo spettacolo, che ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica, ha ripercorso la vita di Lugo raccontandone il suo straordinario svolgimento: da giovane emigrato in Belgio fino ai fasti dei debutti nei principali teatri europei, dalla tumultuosa stagione votata al cinema sino al buen retiro sulle colline di Custoza, località nella quale ha risieduto nell’ultima parte della sua vita. La facciata della Chiesa parrocchiale ha fatto da quinta allo spettacolo mentre sulla bianca gradinata e su un praticabile erboso si sono mossi un attore (Otello Bellamoli) nella parte del tenore, un narratore (Mimmo de Tullio),  una ballerina (Sonia Paltrinieri) e cinque cantanti (il tenore Paolo Lanzarotto, il tenore in scena Salvatore Damino, il soprano Carlotta Bellotto, i mezzosoprani  Silvia Vassallo e Alice Marini ed il baritono Alberto Sparadotto) accompagnati al piano da David Jackson. Hanno inoltre partecipato il coro San Pietro in Vinculis di Custoza diretto dal maestro Miguel Angel Musumano e il Gruppo campanario di Custoza con il maestro Igino Ranzato.

Per l’occasione è stato anche pubblicato un Quadernetto di Crea.


2011


- la GIORNATA della MEMORIA è stata ricordata con  tre appuntamenti: la presentazione, il 3 febbraio,  del nuovo libro- guida  “Visitare Auschwitz” con la presenza degli autori (Frediano Sessi e Carlo Saletti) e la proiezione di due film (4 e 11 Febbraio) “ Il grande dittatore” di C. Chaplin e “Vogliamo vivere” di E. Lubitsch.


- Giornate  ecologiche della Provincia “Chiudiamo le Piazze al traffico” collaborazione con l’Ufficio Ecologia del Comune di Sommacampagna (due domeniche in febbraio e marzo)

- Proiezione del dvd “Il Sergente” di M. Paolini (12 marzo) in occasione della Festa della sez. Alpini di Custoza

- Corso di tecniche sartoriali teatrali “CUSTOZA SI VESTE”  (10 lezioni e laboratorio, da marzo a maggio) con  la costumista teatrale Lorena Marin.

- 17 Marzo: Festa Tricolore.  Oltre 500 persone (bambini Scuola materna e primaria, Ass. d’arma, banda Comunale, cittadini …) si sono ritrovate in Piazza XXIV Maggio a Custoza alla manifestazione organizzata dall’Associazione CREA per ricordare i 150° dell’Unità d’Italia con questo programma:  alza-bandiera al monumento ai caduti,  inno di Mameli  cantato dai ragazzi della Scuola Primaria, lettura di un’antologia di brani da parte di cittadini del paese,  Inno d’Italia eseguito dai cori di Custoza, Caselle e Sommacampagna accompagnati dalla Banda di Sommacampagna.


- Viaggio Creatour “Alle origini del tricolore” a Reggio Emilia (Museo del Tricolore) e Gattatico (Museo fratelli Cervi)

- Tre appuntamenti per “Giorni di Storia”: il 22 Marzo presentazione del libro “Voci del Risorgimento” con l’autore Costantino Di Sante; il 19 Aprile incontro sul tema “I martiri di Belfiore” con lo storico Stefano Biguzzi e il 29 Aprile “Paesaggio agricolo nell’ 800 a Custoza” con l’agronomo-naturalista Paolo Braggio

- Primo Maggio: “Camminata sulle tracce del Risorgimento”, in collaborazione con Comune di Sommacampagna e Pro Loco di Custoza. Crea ha organizzato la parte culturale con guide scelte tra gli associati.

- serata per conoscere “L’Armenia”, con intervento di A. Sabatino (4 maggio)

- MIGRANTI 2 . Per il secondo anno CREA ha proposto  una rassegna cinematografica, dedicata all’umanità in cammino, che ha avuto  come oggetto la migrazione africana versol’Europa. Sono tre i documentari presentati, fra i più interessanti film sul tema, realizzatitra il 2010 e il 2011: Soltanto il mare di Dagmawi Yimer, Giulio Cederna e Fabrizio Barraco, Il nuovo Sud dell’Italia di Pino Esposito e Il Sangue Verde di Andrea Segre. La rassegna si è chiusa con lo spettacolo teatrale Invisibili, scritto, diretto e interpretato da Mohamed Ba, mediatore culturale di origine senegalese, che mette in scena una vicenda di cui l’autore era stato diretto protagonista.


-  RISORGIMENTAL Pop (2 luglio) a Corte Cavalchina.

La festa è iniziata nel pomeriggio  con: apertura della mostra fotografica “Oggi, quei luoghi di risorgimento” a cura della FIAF-sezione; lo spettacolo di burattini “Il sardo tamburino” di e con Antonio Fochesato, un  concerto-aperitivo di musica sinfonica verdiana  eseguito dalla Banda Sociale di Aldeno (TN), e versi risorgimentali “Prologo al Canto per i mille” letti da Otello Bellamoli.

Dalle 21,30 il grande Concerto CANTO PER I MILLE con riarrangiamenti originali di brani risorgimentali proposti dalla band di Michele Ascolese che ha accompagnato “Freak” Antoni, Mimmo de’ Tullio, Raffaella Benetti, Veronica Marchi, Cisco e i musicisti Paolo Buconi, Alessandra Mostacci, interventi dello scrittore Paolo Nori. Completava il cast la Banda Sociale di Aldeno diretta dal M° Paolo Cimadom e le corali riunite di Custoza, Caselle e Sommacampagna accompagnate dal M° Miguel Angel Musumano. Tra i brani eseguiti: Camicia Rossa, Son tanti son mille,  Se il Papa è andato via, La spigolatrice di Sapri, Tonina Marinello,  Fuoco e mitragliatrici, Addio mia bella addio e il Canto degli italiani (versione rock di M. Ascolese e M. Verna)


- Spettacolo “Il furibondo Giugno del 1866” Le convulse giornate del giugno del 1866, in cui austriaci e italiani si scontrarono sulle colline di Custoza, sono rievocate attraverso la biografia di due protagonisti di quella turbinosa epoca, il soldato Nino Bixio e il prete Gaetano Pivatelli.

Generale in forza all’esercito regio, il genovese Nino Bixio è impegnato

nelle ore della battaglia di Custoza, restando impotente di fronte alla disfatta. Parroco a Custoza dal 1872, Don Gaetano Pivatelli sogna la costruzione di un sacrario, perché le spoglie dei caduti vi siano pietosamente raccolte. Interpreti: Mimmo de’ Tullio (Nino Bixio),  Otello Bellamoli (Gaetano Pivatelli), don Alfonso Trettene (il prete) e Vitale “Vita” Sartori (Il custode). Ideazione e regia teatrale Carlo Saletti


Prossimi appuntamenti principali dell’autunno - inverno:

- Secondo Corso di tecniche sartoriali teatrali “Custoza si veste”  con  la costumista teatrale Lorena Marin.

- Corso “SULLE TRACCE DELLA STORIA RISORGIMENTALE”  Il corso, nell’ambito dell’UTL del Comune di Sommacampagna, curato dall’Associazione Crea, si propone di fornire agli iscritti una conoscenza storica e artistica generale sull’Ottocento italiano e ha l’obiettivo di formare un sapere specifico sullo svolgimento dei fatti storici che hanno interessato il  territorio, sui suoi aspetti paesaggistici e architettonici e sulla tematica della memoria dei luoghi. Il corso, della durata complessiva di 56 ore, prevede 20 lezioni frontali suddivise in parte generale, tematica e locale, tenute da storici e ricercatori di fama nazionale (Costantino di Sante, Stefano Biguzzi, Giancarlo Beltrame …), a cui seguiranno 4 sessioni laboratoriali da svolgersi sul campo, indispensabili per imparare a raccontare i luoghi stessi.



Custoza, agosto 2011